Laura Vicuña: un frutto del Sistema preventivo
Laura Vicuña, nata in Cile nel 1891, coetanea di Maria Goretti, ha saputo come lei rendere testimonianza di una vita tradotta nella difesa della propria dignità umana e della propria fede cristiana. Ambedue sono state capaci di fare scelte incredibili per la loro età, respingendo gli attacchi di uomini depravati per conservare l’integrità del corpo e l’innocenza dell’anima.
A Marietta questo rifiuto costò la vita, e Laurita ha dovuto sopportare aggressioni e umiliazioni inenarrabili. Quello che le rende modelli da imitare è l’amore portato fino al sacrificio totale di sé, che nel caso di Laura aveva come scopo la conversione della mamma. La biografia di questa ragazzina cilena ci rivela, infatti, che due anni prima di morire ella aveva offerto al Signore la vita per la mamma che, per sfamare le sue bambine, aveva accettato di convivere con il proprietario di una estancia (fattoria).
Fu la morte del papà (Laura aveva sei anni) e la situazione di emergenza creatasi che costrinsero la famigliola a emigrare a Junìn de los Andes, in Argentina, dove iniziarono dolorose traversie, ma dove Laura e la sorellina più piccola ebbero la ventura di accostare le Figlie di Maria Ausiliatrice e di trovare una seconda famiglia in cui crescere serene e appagate. L’esperienza del collegio (1900-1904) offrì a Laura l’opportunità di scoprire l’amicizia con Gesù, e la “vita di grazia”.
La prima comunione diventò per lei, come lo era stata per Domenico Savio, un momento fondamentale dell’esistenza, con tre propositi sempre rispettati:
1ºDio mio, voglio amarti e servirti per tutta la vita; ti dono l’anima, il cuore e tutta me stessa.
2ºVoglio morire piuttosto che offenderti; perciò intendo mortificarmi in tutto quello che mi potrebbe allontanare da te.
3ºPropongo di fare quanto so e posso perché tu sia conosciuto e amato; e per riparare alle offese che ricevi ogni giorno dagli uomini, specialmente dalle persone della mia famiglia.
Fu questo incommensurabile amore a Dio che la portò a valutare come situazione di male l’unione illegale della mamma con un facendero e a maturare la volontà di offrirsi a Dio per la sua conversione. Nuovi agguati da parte del losco convivente le provocarono una malattia dalla quale non si riprenderà più. Prima di spirare confiderà alla mamma il suo grande segreto: aveva offerto tutte le sue sofferenze e la vita stessa perché lasciasse per sempre quell’uomo. E mamma Mercedes, in lacrime, giurò che l’avrebbe fatto. Il 22 gennaio 1904 Lauretta moriva con la certezza di aver riportato la mamma sulla retta via.
Don Pascual Chávez Villanueva
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